#sonotutticreativi
I 3 video del collettivo ZERO li avete visti tutti. Sono un bell'esempio di comunicazione, strappano una risata (amara) ed esprimono un pensiero facilmente condivisibile: il lavoro creativo va sempre pagato.
Questo post non nasce per criticare la campagna di ZERO (in due parole condivido il messaggio) ma in risposta all'ondata di qualunquismo vomitata dai social.
Il mercato del lavoro è malato, c'è crisi, viviamo in tempi difficili ecc. scegliete un espressione a caso, una qualunque va bene. Il problema nasce da lì, è un dato oggettivo e nessuno può contestarlo, ma quello che non vorrei sfuggisse è il problema della qualità.
Sono tutti videomaker, modelle, musicisti, fotografi, scriveva tempo fa un mio conoscente su FB.
Il livello ragazzi, il livello qualitativo è sempre più basso. Vedo orde di scribacchini intasare i social con giudizi al vetriolo su chi l'attore o il regista o il musicista lo fa di professione e sempre più vedo improvvisati accettare di lavoricchiare per poco o nulla e se questo mi può star bene con ragazzi di 25/30 anni, sono convinto che se di anni ne hai 35 o addirittura 40 e non ci riesci a campare, allora lascia perdere, non fa per te.
E non incolpare il mondo cattivo o il fatto che tu sia giovane.
Alla tua età i Beatles erano belli che sciolti.
Io che creativa non sono, condivido in pieno il tuo pensiero
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