Steve Jobs



(attenzione possibili spoiler)

Male diffuso nel mondo dei biopic è la tendenza a voler procedere per accumulo, nel voler raccontare tutto. Steve Jobs si muove nella direzione opposta, punta all'essenzialità e all'essenza. Tre atti in cui si racconta la mezzora abbondante prima del lancio di Macintosh, Next e iMAC. Una sceneggiatura acuta, circolare, incentrata sui rapporti interpersonali del protagonista e sull'indissolubile legame tra i suoi prodotti e la sua personalità. 
Jobs, sistema chiuso, non può evitare il contrasto con le figure che lo circondano. Con Wozniak, l'amico fraterno, il sistema aperto. Con John Sculley, immagine di figura paterna destinata a deludere come tutti gli altri padri di Steve. E persino con Joanna Hoffman (una splendida Kate Winslet), sempre al suo fianco in tanti anni, una sorella che prova con tutte le sue forze a farlo avvicinare a Lisa la figlia avuta da Chrisann Brennan, fidanzata del liceo e ex impiegata Apple. 
Steve abbandonato dai genitori naturali (il padre appare rapidamente in un flashback quasi senza importanza solo per soddisfare il desiderio di conoscere le proprie radici), riportato indietro dai primi genitori adottivi, scoprirà la propria paternità, prenderà coscienza di questa figlia che ha tentato di rinnegare nonostante la prova del DNA, inventandosi anche un fantasioso algoritmo, un campo di distorsione della realtà come gli ricorda Joanna, la forza di un visionario ma anche la sua condanna nell'affrontare la vita vera non le altre persone.
Michael Fassbender nonostante la scarsa somiglianza fisica con Steve Jobs è perfetto nel restituire tutte le sfaccettature di un personaggio complesso,  arrogante, incompatibile con il mondo che lo circonda, un direttore d'orchestra geniale.
La regia di Danny Boyle punta all'essenza proprio come lo script. Il suo campo di distorsione della realtà non è nelle immagini ma nella storia, tratta dalla biografia autorizzata di Walter Isaacson e scritta da Aaron Sorkin.  Il racconto di un successo umano attraverso anni di fallimenti professionali e profonde delusioni. 
Non importa quello che avviene sul palco (un breve riassunto tra un atto e l'altro è più che sufficiente), nel backstage possiamo ascoltare le parole degli amici più intimi, e discorsi che normalmente ci sono negati in un confronto continuo tra il protagonista e il mondo che lo circonda.



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