Everest 1996
Dopo la tragedia del 10 maggio 1996, Anatoli vola negli Stati Uniti a Santa Fe nel Nuovo Messico, ospitato a casa di una amica, frastornato dalla fame di notizie dei media verso i fatti dell'Everest e ancora profondamente sconvolto per quell'esperienza tanto da sognare quasi ogni notte la tormenta e le urla degli alpinisti dispersi senza poter far nulla per raggiungerli.
Verso la fine di Luglio, Martin Adams (uno dei clienti sopravvissuti) arriva a fargli visita e mentre sono seduti a tavola con altri amici per la cena, viene letto l'articolo di Krakauer su Outside.
Anatoli rimane esterrefatto, non capisce l'accanimento dell'americano nei suoi confronti e decide di scrivere una lettere di risposta facendosi aiutare con l'inglese da alcuni amici, al direttore di Outside ma il suo tentativo di replica viene ritenuto troppo lungo per poter essere pubblicato e gli viene proposto di ridurlo a 400 parole. Ma Anatoli sa che non è possibile tagliarla. Omettere anche dei particolari sarebbe come allontanarsi da quello che veramente accadde. Il rapporto difficile con i media si complica dopo l'uscita e il successo di Into Thin Air (Aria Sottile) versione estesa dell'articolo di luglio. Il russo Anatoli dall'inglese zoppicante diventa in terra americana il capro espiatorio ideale.
The Climb (Everest 1996, cronaca di un salvataggio impossibile) scritto a quattro mani con G. Weston De Walt, nasce dall'esigenza di tornare sui luoghi della tragedia e di raccontare quello che è successo, ripensando con calma a tutti gli eventi che hanno portato alla tragedia senza scaricare colpe su nessuno.
La risposta ad "aria sottile" di Krakauer non è una risposta, è un onesta esposizione dei fatti senza l'ambizione di voler essere un grande romanzo e senza una scrittura elaborata ma con il grandissimo pregio di non voler giudicare nessuno o di proclamare sentenze. Il racconto vero di un uomo che si chiede se ha fatto la cosa giusta e si rammarica di non aver potuto far di più.
A me basta questo.
Verso la fine di Luglio, Martin Adams (uno dei clienti sopravvissuti) arriva a fargli visita e mentre sono seduti a tavola con altri amici per la cena, viene letto l'articolo di Krakauer su Outside.
Anatoli rimane esterrefatto, non capisce l'accanimento dell'americano nei suoi confronti e decide di scrivere una lettere di risposta facendosi aiutare con l'inglese da alcuni amici, al direttore di Outside ma il suo tentativo di replica viene ritenuto troppo lungo per poter essere pubblicato e gli viene proposto di ridurlo a 400 parole. Ma Anatoli sa che non è possibile tagliarla. Omettere anche dei particolari sarebbe come allontanarsi da quello che veramente accadde. Il rapporto difficile con i media si complica dopo l'uscita e il successo di Into Thin Air (Aria Sottile) versione estesa dell'articolo di luglio. Il russo Anatoli dall'inglese zoppicante diventa in terra americana il capro espiatorio ideale.
The Climb (Everest 1996, cronaca di un salvataggio impossibile) scritto a quattro mani con G. Weston De Walt, nasce dall'esigenza di tornare sui luoghi della tragedia e di raccontare quello che è successo, ripensando con calma a tutti gli eventi che hanno portato alla tragedia senza scaricare colpe su nessuno.
La risposta ad "aria sottile" di Krakauer non è una risposta, è un onesta esposizione dei fatti senza l'ambizione di voler essere un grande romanzo e senza una scrittura elaborata ma con il grandissimo pregio di non voler giudicare nessuno o di proclamare sentenze. Il racconto vero di un uomo che si chiede se ha fatto la cosa giusta e si rammarica di non aver potuto far di più.
A me basta questo.

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