Il suggeritore - recensione



Il fenomeno Carrisi l'ho osservato svilupparsi con distaccato snobismo. Sono cresciuto negli '80 con il cinema, la musica, e la cultura americana nel DNA, e da ragazzino me stavo ben lontano dai libri nostrani (tranne da alcuni classici e da Scalvi ma questa è un altra storia) e anche se nel corso degli anni la mia libreria ha cambiato volto aprendosi tout court ad opere di ogni provenienza, questa piccola idea seppellita nel mio inconscio sembra ancora condizionare in parte le mie scelte libresce. Figuriamoci poi nel caso di un autore che palesemente imita i più famosi colleghi americani. 
Questo cappello introduttivo per dire che ci ho messo "solo" 4 anni prima di dare una chance a Carrisi, e ho fatto male ad aspettare tanto.
Il suggeritore è un esordio sorprendente e non è difficile capire perché ha venduto tanto anche al di fuori dei confini nazionali.
L'incipit è un pugno nello stomaco: in un bosco vengono ritrovate 5 braccia amputate che si scoprirà appartenere a 5 bambine scomparse. Ad indagare sul caso una squadra speciale, il classico team all'americana in cui ogni componente è specializzato in qualcosa, guidata dal criminologo Goran Gavila, a cui si aggiungerà la protagonista, l'agente Mila Vasquez, specializzata nel ritrovare bambini scomparsi.
E stop, mi fermo qui, non voglio rischiare di spoilerare nulla o di rovinare qualche sorpresa anticipando avvenimenti o personaggi anche indirettamente.
La trama solida e ben congegnata, riesce ad essere originale in un genere inflazionato come il thriller, ed è arricchita da una buona caratterizzazione psicologica dei personaggi anche di quelli secondari. 
Il vero protagonista del romanzo è il Male, descritto come entità, morbo impossibile da debellare capace di insediarsi dentro ciascuno di noi.
Nella postfazione l'autore ci avvisa che gli avvenimenti narrati sono ispirati a fatti realmente accaduti ma questo poco importa perché anche se fossero frutto di fantasia, il malessere espresso dall'opera è reale e le riflessioni sul male e sulla corruttibilità della natura umana lasciano il segno. 
Al termine del romanzo si ha la sensazione di riemergere lentamente da un abisso sconfinato in cui abbiamo vissuto insieme ai protagonisti, interrogandoci sulle loro azioni e su cosa avremmo fatto noi al loro posto, e ora che il viaggio è terminato ci rimane una sola domanda: cos'è realmente il Male?


Donato Carrisi, Il suggeritore
La Gaja scienza, Longanesi, 2009, pp. 462. 
ISBN 9788830426443.


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